lunedì 16 febbraio 2015

BOLIVIA. Alla scoperta di un paese meraviglioso




Ricca di tradizioni culturali  e di meraviglie naturali , aspra e un po’ ruvida  la Bolivia e’ uno dei paesi Sudamericani più variegati e sorprendenti: ogni momento offre la possibilità di un avventura , anche solo trovare la strada giusta per spostarsi da una cima ad una città è di per se una sfida. 
Ci sono le montagne, i fiumi, i meravigliosi trekking, la giungla, le discese mozzafiato in mountain bike, i siti archeologici, le lagune incontaminate, le  lunghe distese di sale, i coloratissimi mercati; e’ un paese che visitarlo richiede un po’ di spirito d’avventura ma vi offre in cambio un tipo di viaggio sorprendente, dove puoi trovare tutto tranne il mare, ma onestamente per una volta se ne fa volentieri a meno.
Non vi sono voli intercontinentali diretti per la Bolivia, quindi vi ritroverete ad affrontare il compito più difficile già dalla partenza: trovare un volo che costi il meno possibile per un paese confinante e infilarvi sul primo bus con direzione Bolivia. I punti di accesso sono tanti e a seconda delle vostre esigenze potete pianificare il vostro viaggio in Bolivia abbinandolo ad un percorso più o meno diretto da un paese vicino.

Noi siamo entrati dal Cile e precisamente da San Pedro de Atacama, un percorso che ci ha portato a visitare sia il Nord del Cile, come precedentemente raccontato che tutta la Bolivia senza dover ricorrere a voli interni ma percorrendolo senza problemi tutto via terra.
Abbiamo lasciato San Pedro unendoci ad un escursione acquistata sul posto che in 5 giorni ci ha portato ad Uyuni , attraversando lagune, paesini sperduti, distese di sale e montagne suggestive dai mille colori.
Per Visitare questa zona meridionale della Bolivia e’ necessario unirsi ad un piccolo tour in fuoristrada , da soli è complicato, sia per la necessità di avere dei permessi particolari sia per la mancanza di autobus di linea. Quindi da qualsiasi posto arriviate troverete miriadi di escursioni pronte a fare al caso vostro e tutte più o meno simili e della durata di 4/5 giorni .

Sono escursioni molto spartane, la qualità delle jeep e’ buona e i posti dove vi troverete a passare la notte sono semplici villaggi di montagna spesso isolati dove vi troverete ad affrontare un clima molto rigido sia nella stagione invernale che in quella estiva. Munitevi quindi di abiti pesanti e di un ottimo sacco a pelo o la notte non riuscirete a chiudere occhio dal freddo. Anche l’altura può essere un problema, normalmente superabile dopo i primi giorni di adattamento, ma spesso vi ritroverete ad affrontare alture fine ai 5.000 metri o più e il vostro fisico allenato o no ne risentirà con mal di testa e difficoltà a prendere sonno, ma una buona dose di foglie di coca in tasca nei momenti di difficoltà vi aiuteranno a combattere la cosi detta “soroce” (mal di altura) anche solo masticandole o bevendole infuse in acqua bollente. Nulla di illegale, le foglie di coca sono vendute normalmente nei mercati solo come erbe curative, quindi non fatevi problemi ad acquistarle anzi vi risulteranno molto utili per attenuare i vostri mal di montagna.
Noi siamo partiti da San Pedro alla mattina presto attraversando il confine Cileno con una Jeep ad un altitudine di 4.400 metri. Nel primo giorno si visita l’altopiano boliviano attraversando la laguna verde e la laguna bianca, situate ai piedi del vulcano Licancabur. La laguna verde e’ un incantevole distesa di acqua che assume questo colore per l’elevata concentrazione di piombo, selenio e arsenico; e’ adagiata in un angolo sud occidentale dell’altopiano boliviano ed e’ sempre esposta a freddi venti gelidi. Dietro alla laguna e’ facilmente visibile il cono vulcanico di Licanabur (5.650 metri) la cui salita può rivelarsi molto impegnativa e consigliata solo a persone molto allenate.






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Continuando poi la strada sale fino ai 5.000 metri dove si incontra il famoso deserto di Dali, un aspro pendio punteggiato da enormi massi che sembrano essere apposta posizionati  dal maestro del surrealismo Salvador Dali’ per questo ha preso il suo nome. Sorpassato il piccolo deserto si arriva a delle piscine di acqua termale dove armati di tanto coraggio ci si spoglia sotto l’aria gelida e ci si immerge in questa acqua bollente naturale giusto il tempo per riprendere un po’ di coraggio e uscire per rivestirsi.  



La giornata termina ai Geiser del “sol della manana”, delle formazioni sulfuree molto suggestive che ricordano in piccolo quelle visitate in Cile. Si termina il primo giorno nel villaggio di Huayajara, un piccolo pueblo con sistemazioni molto spartane . Qui d’inverno la temperatura scende anche ai -20 e come e’ accaduto a noi ci si ritrova  a mangiare con guanti e sciarpa ed ad infilarsi vestiti nel prezioso sacco a pelo per passare la notte, facendo i conti con l’altura (superiore ai 5.000Mt) sicuramente la parte più dura del viaggio. 

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Il secondo giorno  il viaggio prosegue per la laguna colorada. Il colore rosso e’ dovuto dalla presenza di alghe sul fondo che a contatto con il sole provocano un acceso colore rosso . Qui spesso all’alba e al tramonto la laguna viene invasa da stormi di fenicotteri rosa, che si coccolano al sole girovagando per le sponde senza meta.
Superata la laguna ci si immerge nel  deserto di sigoli dove vi sono innumerevoli formazioni roggiose causate dal forte impatto del vento con la roccia.




Si visitano altre piccole lagune e l’altrettanto piccolo salar de chiguana e giungendo per la notte al pueblo di San Juan  dedito alla coltivazione delle piante di quinoa ha una popolazione di un centinaio di persone e una piccola chiesa in pietra. 
L’ultimo giorno finalmente alzandosi all’alba si arriva al meraviglioso salar di uyuni , non potendo perdersi il sorgere del sole che si riflette sulla distesa di sale bianco .

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Questo suggestivo panorama e’ costituito dalla più grande distesa di sale al mondo (12.106 mq). Quando la superficie e’ asciutta (durante la stagione invernale) il salar si presenta con un candore accecante il più abbagliante che si possa concepire, tanto da dover per forza portare degli occhiali. Quando invece arriva l’inverno con le innumerevoli piogge il salar si riempie d’acqua, dove si riflettono le nuvole e si ha quasi l’impressione che l’orizzonte sparisca e ci si trova quasi sospesi nell’acqua. Ora dire in quale delle due stagioni sia più suggestivo non sapremmo dire, entrambi le stagioni meritano la visita, a voi lasciamo la scelta.
Il Salar e’ oggi un famoso centro di estrazione e lavorazione del sale che viene esportato in tutto il mondo.



Accanto al Salar sorge l’isla Incahuasi  una piccola formazione rocciosa disseminata di enormi cactus che si riflettono sull’enorme distesa di sale, inutile raccomandarvi la macchina fotografica.



Dopo un breve sosta ad un vecchio hotel di sale, da tempo ormai chiuso e trasformato in un museo il percorso termina a Uyuni, normalmente verso il primo pomeriggio, e ogni viaggiatore riprende la sua strada, senza prima fare un pranzo decente in uno dei piccoli ristorantini ubicati in piazza.

Il nostro viaggio prosegue per Potosì , con un viaggio in bus di 5 ore. Potosì la leggendaria città dell’oro, ricca di opere architettoniche e sede di innumerevoli miniere dove si estrae l’argento.
Oltre alla visita della città non possiamo che consigliarvi di partecipare anche ad una breve visita alle miniere della cooperativa, che da la possibilità di  osservare le condizioni di lavoro più massacranti che si possano immaginare, in realtà una delle esperienze più memorabili del nostro viaggio qui. (vedi racconto su questo blog sulle miniere).


In Bolivia, nelle viscere di Potosi'


Da Potosì sempre via terra la tappa successiva e’ Sucre, splendida sotto il sole delle Ande, la bianca Sucre e’ la culla della nazione, una tappa imperdibile  per chiunque visiti la Bolivia. Si presenta come un mix eclettico tra vecchio e nuovo  nel quale potete trascorrere  le vostre giornate  curiosando tra  edifici storici , musei e terminare mangiando nel famoso mercato locale, assaporando uno dei piatti tipici , seduti accanto alla gente del posto.




Chi visita Sucre se ne innamora, immancabilmente. Se capitate di domenica non mancate di vistate il vicino mercato di Tarabuco, famoso per i suoi tessuti e i suoi oggetti di artigianato.
Armati di souvenir si sale su un nuovo bus notturno in direzione La Paz.



La Paz e’ una città dalle proporzioni straordinarie, un luogo sorprendente con i suoi formidabili panorami e nello stesso tempo un luogo sinistro.
E’ talmente unica e strana nello stesso tempo che può rivelarsi  la parte migliore del vostro viaggio in Bolivia. Gran parte della città giace in una valle circondata da alte pendici ad un altezza di 3.600 mt. sopra il livello del mare. Gli edifici si arrampicano sui pendii  in un disordine surreale  fino al vero e proprio centro, EL ALTO, mentre intorno sono chiaramente visibili le tre cime dell’Illumani con i suoi 6.400 metri di altezza.  In sostanza malgrado la microcriminalità, il traffico, l’inquinamento e il totale caos, una volta giunti a La Paz troverete sempre una scusa per non andarvene. Considerata l’altitudine e il saliscendi continuo  delle colline La Paz si visita meglio con un ritmo lento. Qualsiasi sia il mezzo che vi ha portato qui , prendetevi sempre un giorno di tempo per acclimatarvi  prima di affrontare la città. A nostro avviso in due/tre giorni dovreste riuscire con tutta tranquillità a visitare le cose più importanti.






I vivaci e caotici mercati sono probabilmente  il clou di qualunque viaggio a La Paz. E’ qui che respirerete la vera aria di La Paz. Il nostro consiglio e’ di raggiungerli a piedi o se proprio volete su un malconcio autobus locale; un esplosione di grida, clacson, profumi, sapori e immagini da cartolina. Lasciatevi avvolgere da tutto questo caos senza fretta e magari sorseggiando, in una pausa, un buon tea di mate di coca ( utilissimo per Il soroce, mal di altitudine).
 In assoluto quello più suggestivo e da non perdere assolutamente e’ il Mercato di Hechiceria (mercato della stregoneria) senza dubbio il più singolare della città. Qui troverete un rimedio naturale per qualsiasi tipo di problema e ogni oggetto state pur certi rappresenta una soluzione o un buon auspicio. Passeggiando tra le bancarelle non e’ raro incrociare gli yatiris (stregoni) itineranti: indossano cappelli scuri, portano con se borse di mate di coca  e offrono servizi di chiromanzia .
Un altro piccolo consiglio e’ quello di non perdervi una visita ad EL ALTO , anche se le innumerevoli guide turistiche ne esaltano la sua pericolosità, visitata nelle ore diurne e prestando attenzione non vi succederà nulla. Appena giunti ad AL ALTO un cartello  dichiara: 
“EL ALTO NON E’ UN PROBLEMA PER LA BOLIVIA E’ UNA PARTE DELLA SOLUZIONE “
Magari non tutti saranno d’accordo ma una visita ad EL ALTO e’ una vera esperienza. Arrivando in aereo vi ci troverete in mezzo, altrimenti raggiungetela in taxi o in bus dal centro .
Arrivati sarà difficile distinguere una strada dall’altra; case di mattoni arancioni, negozi,  fabbriche  e mercati si susseguono  per chilometri e chilometri  creando ad ogni angolo un atmosfera frenetica e unica.
Dedicate quindi un itera giornata ai mercati , ai musei e alle grandi chiese sparse per il centro e soffermatevi in qualche agenzia locale per organizzare un’escursione per i giorni successivi. Ve ne sono per tutti i gusti e le tasche e tutte fattibili in giornata senza grosse difficoltà. Noi ve ne consigliamo una che a nostro avviso e’ forse la  migliore, le agenzie che la organizzano sono più o meno tutte simili quindi scegliete quella che più vi ispira e che vi fa un buon prezzo. 
L’escursione imperdibile e’ sicuramente quella in mountain bike  sulla strada più pericolosa del mondo. Non vi consigliamo di cimentarvi da soli, anche perché la strada e’ chiusa ai mezzi pubblici e praticabile solo tramite un escursione.  Il percorso parte da La Cumbre e arriva fino a Coroico. Il tragitto e’ lungo 64 Km  con 3.600 metri di discesa verticale (controllate bene i freni prima di partire). La strada sconnessa e molto stretta e’ spesso costeggiata da piccole cascate e disseminata di croci, che sono la testimonianza degli innumerevoli incidenti accaduti in passato, quando ancora la strada era percorsa da autobus a doppio senso di circolazione. Ora e’ stata costruita una strada parallela per il traffico automobilistico e la vecchia via e’ utilizzata solo per le discese in bici.




Altra escursione interessante ma senza ricorrere ad una agenzia e’ la visita in giornata al sito archeologico di Tiwanaku, facilmente raggiungibile con un bus locale. 
Il nostro viaggio e’ poi proseguito verso il Lago Titicaca che si divide tra Perù e Bolivia. Il nostro consiglio e’ quello di arrivarci con un bus locale e poi attraversare la frontiera a piedi e una volta arrivati in Perù raggiungere Lima in volo o in bus per ritornare in Italia. ( vi ricordiamo che non vi sono voli diretti per l’Europa dalla Bolivia ma dovete comunque sempre appoggiarvi ai paesi confinanti). Scegliendo come punto di ritorno Lima potrete così visitare da La Paz il lago senza dover poi tornare indietro .
Vi sono bus che partono ogni ora diretti a Copacabana dove potete fermarvi 2 o 3 giorni senza annoiarvi mai. Noi abbiamo  preferito il lato boliviano del lago rispetto a quello peruviano perché e’ senza dubbio meno turistico e rimasto forse più autentico, visitabile per conto vostro e trovando sistemazioni per tutte le tasche.









Un viaggio al lago Titikaka, il lago più alto della terra e’ come  un viaggio sul tetto del mondo. Situato tra Perù e Bolivia a 3.800 metri di altezza  questo lago di 8.400 Kmq  offre una miriade di attività sufficienti a tenervi impegnati per intere giornate.  Si possono fare escursioni nelle innumerevoli isole, camminare in baie sperdute, visitare le isole galleggianti artificiali  o divertirsi nelle bellissima Copacabana  entrando in contatto con la gente del posto che vi farà conoscere aspetti sorprendenti di questo angolo di Bolivia .
Vi consigliamo l’escursione in giornata all’Isla del sol, facilmente raggiungibile con un breve viaggio in barca da Copacabana. Potete percorrere l’isola  facendo un breve trekking e ammirare il panorama mozzafiato che la circonda . Si può anche pernottare sull’isola e rientrare poi il giorno successivo ma per chi ha poco tempo una giornata è sufficiente. 
Il nostro lungo viaggio si e’ poi concluso attraversando il confine a piedi e salendo su un bus con direzione Lima, lasciandoci alle spalle un paese straordinariamente affascinante ed in grado di regalarvi un esperienza unica e irripetibile. Forse molto di quello che la Bolivia sarà in grado di lasciarvi  dipende anche da quanto voi stessi avete dato a questo paese.
Ci piace pensare che  il vero cuore della  Bolivia  pulsa dietro una porta chiusa e l’unico modo di aprirla davvero e’ buttarcisi dentro respirando tutte le sue mille facce.


Come sempre Buon viaggio.

foto e video: Viaggiatori on the road